Alabastro, travertino, vetro: come il materiale influenza la luce

Una lampada passa la maggior parte della sua vita spenta. Ecco perché vale la pena sceglierla tanto per il materiale quanto per la luce: per dodici ore al giorno è un oggetto su un tavolo, e solo nelle altre dodici è una fonte luminosa.

Ma anche il materiale determina la luce, e lo fa in modi che è facile sottovalutare guardando una fotografia. Ecco cosa fa davvero ciascuno dei nostri materiali.

Alabastro

L’alabastro è una pietra traslucida. La luce non lo attraversa semplicemente, ma vi penetra e ne riemerge attenuata, portando con sé le venature della pietra. L’effetto è caldo e leggermente disomogeneo, e non esistono due paralumi identici, perché non esistono due pezzi di pietra uguali.

Da spenta, sembra marmo chiaro. Da accesa, le venature risaltano: ecco perché di notte un’applique in alabastro sembra un oggetto diverso rispetto a mezzogiorno.

È una pietra tenera. Si scheggia se urta contro uno spigolo duro durante l’installazione, quindi estraila dall’imballaggio su un asciugamano e non sul piano di lavoro.

Travertino

Il travertino è più denso dell’alabastro e molto meno traslucido. Si forma nel corso di migliaia di anni, quando l’acqua ricca di minerali deposita strati su strati, lasciando piccoli pori aperti che gli conferiscono la sua texture. La luce si riflette perlopiù sulla superficie invece di attraversarla, perciò una lampada in travertino appare come una massa solida circondata dalla luce, anziché come un paralume luminoso.

Per questo è una buona scelta quando vuoi che la lampada si faccia notare come oggetto anche di giorno. Pesa più di quanto sembri: verifica i requisiti di fissaggio prima di montarla su una parete in cartongesso.

Vetro soffiato a mano

Qui la variabile non è il vetro, ma la finitura. Il vetro trasparente lascia vedere il filamento e produce una luce intensa e scintillante, con ombre nette: bellissima sopra un tavolo, ma fastidiosa in una stanza in cui vuoi rilassarti. Il vetro satinato o satinato a mano diffonde la luce: più morbida, senza filamento visibile né contorni d’ombra netti.

La satinatura artigianale crea una superficie irregolare, ed è proprio questo il punto. Diffonde la luce in modo disomogeneo, a differenza del vetro satinato a macchina: è questo che si intende quando si dice che una lampada dà una luce calda anziché intensa.

Quercia e noce

Il legno non influisce sulla luce: è opaco. Ciò che fa è definire la tonalità dell’oggetto. La quercia ha un aspetto chiaro e rilassante; il noce appare più scuro e massiccio. Entrambi scaldano una stanza ricca di metallo o pietra.

Anche il legno si muove. In una stanza molto asciutta o direttamente sopra un termosifone, il legno massello può assestarsi leggermente nel corso degli anni. Non è un difetto e non influisce sulla lampada, ma è il motivo per cui non consigliamo di posizionare il legno direttamente sopra una fonte di calore.

Lino e carta di riso

I materiali più diffusori che usiamo. Il lino diffonde una luce calda e uniforme, lasciando visibile la trama quando è illuminato. La carta di riso — washi, nelle lampade giapponesi — è ancora più leggera e produce la luce più morbida tra tutte quelle qui presenti, più simile a una finestra illuminata che a una lampada.

Entrambi sono materiali per paralumi, non per strutture. Non sono adatti agli ambienti umidi e raccolgono polvere, che si elimina in pochi secondi con una spazzola asciutta.

Ottone e metallo

Il metallo è la struttura, non la luce. Ciò che conta è la finitura: l’ottone spazzolato scalda la luce che vi si riflette, il cromo e il nichel la raffreddano, mentre il nero opaco la assorbe e scompare. Se una stanza ha già legno caldo e ferramenta in ottone, una lampada in ottone si confonde con l’ambiente: potrebbe essere esattamente ciò che vuoi, oppure esattamente ciò che non vuoi.

Una nota sulle lampadine

Puoi vanificare tutto questo con la lampadina sbagliata. Una lampadina a luce bianca fredda in un paralume di alabastro annulla il calore per cui hai pagato. Per tutti i materiali qui sopra, una lampadina calda sui 2700K è la scelta sicura; 3000K se la vuoi leggermente più nitida. Le specifiche della lampadina per ogni lampada sono indicate nella relativa pagina prodotto.

Non sai quale materiale si adatta alla tua stanza? Mandaci una foto — support@haviera.com.